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BITUMCALOR TRENTO - AMORI BOLOGNA 75-81

Ottimo attacco prima, si vive di rendita poi: Trento rientra fino al -2, la vincono Lamma e Malaventura.
(07/03/2010 19.45.17)

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Esperienza, un po’ di braccino trentino e tanto Lamma nelle ultime battute (10 punti nel quarto finale per il capitano): non sarà stata la miglior Fortitudo possibile, specie in un arzigogolato secondo tempo, ma basta e avanza per far saltare il fattore campo anche a Trento e continuare la marcia-campionato, mentre vincono anche Forlì e Ozzano, e tutto viene rimandato alle prossime gare. Voleva una ennesima prova di maturità, coach Finelli, e proprio gli elementi più maturi gliela portano a casa. Tanti sbavi, ma per ora basta così.

Grande attesa, a Trento, per una partita definita da queste parti “storica”, anche se il Palasport – grande per questa categoria – non si riempie a pieno, pur comunque più degli standard abituali. Il tempo di capirci qualcosa, mentre Facenda colpisce sia da lontano che da vicino, e la Fortitudo prova subito a scappare: i primi tentativi di chiudere in difesa, e via di corse in avanti, dove Trento non è esattamente una fortezza inespugnabile. Ne approfitta il gioco dentro-fuori, con Cittadini e Malaventura a rintuzzare l’iniziale 9-6 trentino, e una volta aperto il campo arrivano anche gli appoggi di Gigena per un 9-0 bolognese che manda i Finelli’s avanti 21-14, facendo sempre canestro. Esposito prova a far barricata dopo un timeout, ma anche i primi giri di valzer panchinari sono favorevoli alla F, che dopo aver messo il massimo vantaggio (25-16 su appoggio di Lamma da sotto) chiude il primo quarto avanti 27-20.

Eccesso di perfezione offensiva, la Bologna del secondo quarto non segue gli stessi dettami, dato che la buona difesa di Barbieri su Cittadini toglie un po’ di tranquillità alle manovre biancoblu. Polvere che Trento sfrutta, trovando maggiori occasioni per correre e trovare, in contropiede, quello che non sempre arriva a difesa schierata. Vantaggio eroso fino al 34-31, prima che arrivi qualche esagerazione arbitrale (tecnico al coach Esposito dopo protesta su fallo fischiato a rimbalzo, poi immediata compensazione per sospiro offensivo di Gigena) da cui, peraltro, la Fortitudo esce con maggiore esperienza. Frullar di liberi che fa dire 40-31, poi tripla di Muro e successiva schiacciata di Quaglia per arrivare al 47-34 del 18’. Qui c’è qualche eccesso di superficialità, con tanto di infrazione di tre secondi – legittima – fischiata ad un imbambolato Borra, 5 liberi segnati tra Facenda e Becerra, e si deve andare da una azione di tutta esperienza di Muro, che arpiona un fallo a pochi decimi dalla fine del tempo, per scandire il 49-39 del 20’.

Permane un po’ di leggerezza di troppo, anche dopo l’intervallo, e dopo il 54-43 di Malaventura la squadra si pianta per qualche minuto, complice anche la severità arbitrale che prima trova Gigena in fallo d’attacco, poi usa il compasso per provare una millimetrica doppia infrazione di passi di Cittadini. Risolve qualcosa Muro, triplando il +10 dopo che la F aveva affrontato il tiro del possibile rientro trentino a quota cinque lunghezze, ma c’è più confusione che concretezza, e il gong del 30’ (con errore di Ghedini per il possibile -4) salva una squadra che commette più infrazioni che altro. 62-55 a fine quarto.

Si continua a non giocare: Trento sparacchia da 3 senza mai trovare veri e propri spunti per riavvicinarsi, Bologna tra perse e falli in attacco non riesce nemmeno a tirare, e dopo 4 punti filati di Muro, unico a mantenere un po’ di lucidità, il punteggio si blocca a lungo. I padroni di casa provano ad approfittarne, con una quadriglia di Becerra per il 66-61, poi la zona locale viene bucata due volte da 3, mano by Lamma: finita? No, perché arriva un antisportivo – uhm, uhm – contro Gigena a metà campo, due triple di Ferri, e sul 72-68 è ossigeno puro un ciuf da fuori di Malaventura ad arrestare temporaneamente l’emorragia. Trento ci crede, davanti ad una Fortitudo che soprattutto in attacco non ci capisce più niente. Ferrienti fa -3 entrando nell’ultimo minuto, Gentile dopo due liberi di Lamma fa -2, poi lo stesso capitano biancoblu in gancetto dice 79-75. Ferri prova poi in faccia a Muro l’ultimo tentativo per restare a galla, la palla viene deviata, e due liberi di Malaventura chiudono, puff puff pant pant, la faccenda.


 
 
 

 

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