ARMANI JEANS MILANO - CANADIAN SOLAR BOLOGNA 73-71
Un Rocca titanico e tante occasioni sprecate: Bologna torna da Milano con un pesante 0-2 negli scontri diretti.(07/03/2010 14.13.53)
Un passo avanti e uno indietro, per una Virtus che getta al vento l’opportunità di far boccone di Milano e della classifica lasciando per strada una vittoria non proprio impossibile, in un Forum dove a lungo lo spettacolo è stato tenuto fuori, forse a causa di un Daspo. Riesumato un match che si era presentato a inizio ultimo quarto con un -12 quasi tombale, Bologna quasi aspetta il suicidio di Milano, che arriva ad un passo dal compiersi. Si mette anche il naso avanti, ma alla fine tra uno sciupo di qua e uno di là la vince la mano di Rocca (!) dalla lunetta e qualche errore di troppo in attacco. Ora, con lo 0-2 sul groppone, la lotta per il secondo posto diventa più complicata, ma quello che maggiormente fa storcere il naso è il passo indietro nel prodotto interno lordo.
Scaraventato Vukcevic in quintetto al posto del non a postissimo Moss, si capisce subito che l’approccio non è degli ideali, tra palle perse e poca convinzione, soprattutto di testa. Milano nemmeno ne approfitta tanto, tra errori dalla lunetta e scarsa incisività ad affondare il colpo più di tanto. Ma nemmeno si può esimere, quando Maciulis e Rocca trovano i varchi per portarsi sul 14-5: Lardo nulla trova dallo stesso Vukcevic e da Collins, e non deraglia grazie ad una tripla di Hurd e qualche zampata di esperienza da parte di Prato. Milano però ribatte, anche perché con tutte le perse bolognesi a olte segnare è quasi inerziale: tripla di Mordente, tripla di Acker, 26-14 Milano al 10’.
Bucchi tra una cosa e l’altra deve denudare per la prima volta il meranese Luca Ianes, armadione adatto alla B1 ma mai provato a questo livello, e la grinta c’è tutta, in una gara che in effetti di serie A ha davvero poco. Milano si adegua all’orrore, e ai recuperi difensivi (qualcosa arriva anche da Viggiano e Mancinelli) non si aggiungono i cesti della fuga. Per cui la quale, basta il risveglio di Hurd, tre cesti di fila, per far damigiana di poche gocce d’acqua: dal 22-32 si risale al 28-34, e al 20’ è già tanto se la gente del Forum, così come quella da casa, non ha chiesto il rimborso del biglietto o dell’abbonamento.
Se non altro, dopo la pausa qualcosa in attacco si muove: si sveglia Collins, che una volta capita la moria che ha attorno decide di far da sé, e si sveglia anche Koponen, svanito dopo la tripla dell’esordio nel match. Si fa 37 pari, ma una volta messo a posto l’attacco, Bologna adesso latita dietro, dove Maciulis e Rocca puniscono da lontano quanto da vicino. Ci sono graffiate di Moss e Koponen, ma niente che assicuri la garanzia di un vero e proprio cambio di corrente: dal 53-49 arrivano due cesti pescati dal nulla di Rocca e Mordente, 57-49 al 30’.
Milano, però, squadra proprio normale normale non lo è, con le sue incapacità di dettare ritmi e di capire cosa voglia la partita: la Virtus collassa 49-61 in immediato inizio di ultimo quarto, ma le basta un po’ di zona e l’incredibile tonicità di Sanikidze per girare completamente il match. Arrivano camionate di tiri liberi, e arrivano due triple di Collins di fronte ad una Milano che resta aggrappata a Rocca per limitare le smorfiosaggini del leggerissimo Becirovic. Quindi, quasi in un amen, il film cambia, e a 3’ dalla fine si parla di 65-64 Bologna. Qui arriva la clavata di Fajardo a Rocca, inevitabilmente zifolata come antisportivo, e la mano un tempo quadrata del lungo diventa morbida morbida: ci potrebbero essere gli estremi del KO, ma Becirovic prima sbaglia un libero, poi un facile appoggio e infine si fa pescare il palla accompagnata per poi buttare via un’altra boccia che Hall non può far altro che portare ad infrazione di campo. Per cui si gioca: Moss fa 67 pari a 1’, Rocca appoggia il +2, poi Koponen cicca il +1, Moss cicca la parità, Mordente dalla lunetta fa +4, Hurd trova tabellata per il -1 a 7”, Mordente ne infila due, e Koponen mandato di nuovo in lunetta fa gol prima e sbaglia troppo platealmente il secondo. Sipario.
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