FORTITUDO, IL PUNTO DELLA SITUAZIONE
(08/02/2010 14.09.34)
Forse – è d’uopo, visto che dalla società sorprese ne possono sempre arrivare – quella di ieri è staa l’ultima partita senza il nome di uno sponsor, o di qualsiasi cosa che possa in qualche modo portare denari (denarini o denaroni poco conta, basta che ce ne siano) nelle casse biancoblu. Si aspetta quindi domenica, si aspetta che gli “Amori” mocciani regalino un po’ di serenità all’ambiente. Che sul campo continua a far percorso quasi perfetto, ma che tra le scrivanie deve districarsi tra lamentazioni di chi chiede arretrati e altri gingilli. Staremo a vedere.
Il numero - 24 a Fidenza, 27 a Osimo. Ok che non si trattava di trasferte particolarmente ostiche, classifica alla mano, ma la Fortitudose ne è sbarazzata senza alcun problema, riuscendo soprattutto a mettere i lucchetti (mocciani?) ad una difesa che in precedenza aveva lasciato fin troppi spifferi. 50 domenica scorsa, 62 ieri: sarà che le mani dei fidentini e degli osimani non erano calde come quelle dei vari Reati e soci, ma è comunque un ottimo segnale.
L’eroe - In una domenica di buone cose collettive, trovare qualcuno che si sia sollevato sugli altri è difficile. Diciamo allora Davide Lamma, in quanto capitano e in quanto arteficie di un discreto girone di ritorno, dopo che in qualche precedente partita era sembrato un po’ sfiatato e non esattamente a posto nel cercare di dettare i propri ritmi ai dirimpettai. Prova concreta, senza fronzoli, così come gli viene chiesto.
L’antieroe - Dato che la giornata non ha portato, sul campo, a particolari necessità di usare il bastone con qualche giocatore, allora allarghiamo un attimo il discorso. E’ partita qualche polemica, da altre parti della A Dilettanti, per la scelta del Gira di giocare il derby di ritorno al Paladozza, praticamente in casa del nemico. Ci sta, come discorso, ma l’opzione di provare ad allargare le proprie stanze per accogliere il pienone (e l’incassone) non è esattamente la novità del giorno. Poi è chiaro che c’è differenza, come successo a Forlì, tra giocare a Villa Romiti e al Palafiera, ovvero sempre nella stessa città, ma non è nemmeno colpa di Ozzano se, sulla Emilia Est, non c’è tutta questa disponibilità di arene. Sarà una occasione di grande basket, di grande spettacolo, che con tutto il rispetto al PalaGira sarebbe stato come vedere Avatar su una tv a dodici pollici. Ci sarà da divertirsi, non dimenticando che Ozzano, poi, ha la forza per vincere su qualsiasi campo.
Sull’altare - Non che abbia fatto poi grandi cose, in una partita che i veterani gli avevano già largamente spianato, però la doppia cifra di Marko Micevic è un buon segnale per il futuro, soprattutto in un contesto – quello degli under biancoblu – dove non sempre si è avuta quantità e qualità. Vero che ieri bene hanno fatto anche Quaglia e Genovese, e che con il cesto finale di Borra tutti e 10 sono andati a segno, ma Finelli fa bene a volare basso, sapendo che i giovani possono fare bene oggi e male domani, senza preavviso.
Nella polvere - La settimana scorsa si è tornato a parlare di Fortitudo per motivi non esattamente legati a fatti sportivi, dopo pochi giorni – quasi un miracolo – in cui le cose sembravano essere normali. Questa volta ad entrare nella cronaca sono stati i problemi con gli stipendi dello staff medico e dei responsabili delle giovanili. Si cerca una soluzione, come sempre, ma è chiaro che la febbre non è per niente calata. Tralasciando i lodi greci (Papadopoulos, ma era roba risaputa), è evidente che la squadra continui a viaggiare su binari che, purtroppo, potrebbero interrompersi da un momento all’altro. Rendendo ulteriormente complessa una stagione che altrimenti sarebbe potuta essere una divertente gita enogastromica (cit.) in luoghi sconosciuti, depurando l’ambiente da tanti guai passati. Che invece, passati non sono.
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